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Campidoglio, convertiti in docenti operatori di orientamento al lavoro

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Campidoglio, convertiti in docenti operatori di orientamento al lavoro

A Roma mancano docenti nei centri di formazione professionale e il Comune decide di risolvere il problema con il ‘gioco delle tre carte’, spostando cioè i

funzionari dei Centri di Orientamento al Lavoro e mettendoli a fare un lavoro per il quale, dicono gli operatori, non hanno alcuna competenza.

E’ quanto accaduto a 44 lavoratori dei Centri di Orientamento al Lavoro (COL) che si sono visti recapitare un ordine di servizio che li chiama a svolgere un ruolo completamente

diverso da quello fatto finora, con attività di docenza nei centri di Formazione professionale. Una situazione già denunciata da due mozioni presentate in Consiglio

Comunale dai consiglieri Stefano Fassina (Si) e Davide Bordoni (Fi) mentre la motivazione che arriva dal Campidoglio è quella di un consistente risparmio economico.

Non ci stanno neanche loro stessi, i quali lamentano con un operatore dei COL: “Noi siamo abituati a lavorare con disoccupati, adulti, e invece ora vogliono smistarci in 9 centri di formazione professionale, gestiti dal Comune, che sono rivolti a utenti

completamente diversi, per i quali non abbiamo le competenze: si tratta di minorenni o appena maggiorenni che scelgono un percorso di formazione professionale e di non

completare le scuole superiori, quindi spesso si trovano anche in situazioni disagiate, con complicanze sociali. Nei centri di formazione professionale poi – continua – si lavora anche

con minori disabili, ma cosa penseranno i loro genitori quando saremo chiamati a occuparci dei loro figli non avendo alcuna esperienza sul campo? Questi sono servizi educativi, non di orientamento”, ha concluso.

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