Referendum: Nasce comitato lavoratori per il NO

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Referendum: Nasce comitato lavoratori per il NO

Nasce il Comitato – Lavoratori per il ‘no’ a difesa della Costituzione che, in vista del referendum del 4 dicembre, organizzera’ in 26 piazze italiane banchetti per il ‘No’ alla riforma voluta dal governo Renzi. Prima tappa del tour sara’ il 21 ottobre ad Avellino, la chiusura il 2 dicembre a Roma. Da oggi sara’ attivo il sito www.lavoratoriperilno.it, con collegamenti a facebook e twitter che martelleranno due hastag #lavoratoriperilno e #10milakmperil no.
Il Comitato, guidato da Valentina Iori, a Montecitorio ha spiegato i suoi ‘sei motivi’ per il no lanciando un appello per il mantenimento del Cnel quale “camera di confronto” da sostituirsi al Senato affinche’ “le organizzazioni e i corpi intermedi” abbiano un luogo “per il dialogo costruttivo e partecipato di ogni decisione governativa” che “coinvolga le classi produttive del Paese”.
Il Comitato dei lavoratori e’ sostenuto da Forza Italia e Ugl.
Alla conferenza erano presenti il capogruppo azzurro Renato Brunetta, Renata POLVERINI, vice presidente della commissione Lavoro del Senato e Francesco Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl.
POLVERINI spiega che di fronte a una riforma “che entra a gamba tesa anche sul mondo del lavoro un sindacato ha il dovere e il diritto di schierarsi”. Quanto all’abolizione dell’articolo 99 della Costituzione, quello che prevede il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, la deputata di Forza ed ex sindacalista Ugl dice: “E’ uno dei fiori all’occhiello del presidente del consiglio. Sappiamo che all’interno del Cnel c’e’ l’archivo di contratti e non e’ un dettaglio. Per chi come noi crede nei contratti ci deve essere un luogo terzo, non possiamo consegnare l’archivio dei contratti all’Inps che e’ guidato da un uomo scelto dal presidente del Consiglio. Tutti dicono che il premier nominera’ senatori, presidente della Repubblica, presidente della Corte costituzionale ma nessuno dice dira’ che ci sara’ un signore solo che dira’ quale e’ un contratto di lavoro valido e quale no. questo mette a rischio le regole del lavoro Il fatto che il Cnel negli ultimi anni non abbia brillato per la sua attivita’ non puo’ essere motivo per abrogarlo”.
Durante la conferenza portano la loro testimonianza per il ‘no’ al referendum tre lavoratori: Ciro Marino, lavoratore Fca stabilimento Mirafori carrozzeria; Fabio Ceccalupo ex lavoratore Alitalia Maintenance Systems (Ams, in mobilita’ fino ad aprile; Francesco Capasso lavoratore Snam Rete gas.
Francesco Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, ricorda che il suo sindacato ha gia’ espresso una posizione formale per il ‘no’ al referendum con una decisione del Consiglio nazionale che “oggi- spiega- si concretizza con l’appoggio al Comitato dei lavoratori per il ‘no’ che affiencheremo in una lunghissima battaglia”.
Secondo il Comitato -Lavoratori per il ‘No’ sono questi i motivi per dire ‘no’ alla riforma costituzionale: perche’ la riforma Renzi-Boschi, cancellando il Cnel, disarticola il confronto tra il governo e i corpi intermedi; perche’ depotenzia gli strumenti di democrazia diretta, come i referendum e le proposte di legge di iniziativa popolare; Perche’ assegna allo Stato, attraverso il principio della ‘supremazia’ della legge nazionale su quella regionale, il diritto di legiferare indipendentemente dalla volonta’ dei territori; perche’ lo Stato assorbe le competenze del turismo, dell’energia, dell’ambiente e lascia alle Regioni i guasti della sanita’; perche’ usa un linguaggio incomprensibile rispetto alla pulizia lessicale del precedente testo e volutamente ambiguo; perche’ prima di cambiare 47 articoli della Costituzione occorre applicare quelli esistenti a partire dal diritto al lavoro, alla salute, alla retribuzione equa e dignitosa; perche’ con la falsa motivazione di diminuire i costi della politica riduce a mero organo consultivo il Senato della Repubblica.

comitato lavoratori per il NO

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